Lavoro nelle carceri, mancano i finanziamenti, ma a conti fatti si risparmierebbe PDF Stampa Scrivi e-mail
(0 - user rating)
Notizie
Martedì 25 Settembre 2012 13:15

Sette detenuti su 10 tornano a delinquere una volta espiata la pena, ma solo tra il 12% e il 19% se hanno potuto lavorare durante la detenzione. C’è la legge Smuraglia del 2000 che assicura incentivi fiscali e contributivi, ma è finanziata sempre con la stessa cifra - 4,6 milioni l'anno – cifra che consente di lavorare solo a 2.257 detenuti su 66mila. Oltretutto da agosto i fondi scarseggiano tanto che in Lombardia i detenuti impiegati all’esterno sono calati dai 470 del primo semestre 2011 a 310 dei primi sei mesi del 2012. 

 

Senza contare che finanziare adeguatamente il lavoro esterno dei detenuti – e scongiurare quindi, statistiche alla mano, il loro reingresso nelle celle - comporterebbe un risparmio notevole alle casse pubbliche, dato che un carcerato italiano costa non meno di 140 euro al giorno. Senza dimenticare infine la Costituzione: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” (art. 27, III comma).

Approfondisci: leggi l’articolo di Luigi Ferrarella sul Corriere della Sera

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Joomla templates by a4joomla