Cidiesse, al carcere Beccaria per insegnare il lavoro PDF Stampa Scrivi e-mail
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Martedì 25 Settembre 2012 14:09

Ancora un mese di lavori e quelle che una volta erano le celle di isolamento del carcere minorile Beccaria di Milano saranno pronte a ospitare il nuovo laboratorio della cooperativa sociale di tipo B Cidiesse per il progetto "Dal bullo al bullone". Un laboratorio elettrotecnico per offrire ai giovani ospiti un lavoro vero e insegnare loro a districarsi tra circuiti elettrici, cavi, relè, interruttori.

 

 "Se non la prima è tra le primissime esperienze di lavoro all'interno del Beccaria" spiega Antonio Baldissarri, presidente della Cidiesse tra una telefonata e l'altra di fornitori e clienti.

 

"Per i giovani del Beccaria il problema fondamentale è avere una qualsiasi opportunità una volta usciti, se no nel carcere, magari quello vero degli adulti, ci rientrano quasi di certo. Noi intendiamo dare loro questa opportunità: iniziano a lavorare per noi in carcere, imparano i primi rudimenti del quadrista (l'elettrotecnico che, schema alla mano, costruisce il quadro elettrico) e, una volta fuori, continuano a lavorare per Cidiesse presso il nostro laboratorio principale. Da noi completano la formazione, sempre sul bancone di lavoro, acquisiscono la professionalità richiesta dal mercato e li accompagniamo a trovarsi un lavoro all'esterno".

 

Facile a dirsi...

 

"Dal bullo al bullone prevede l'installazione di cinque postazioni di lavoro all'interno del Beccaria e altrettante in una nuova sede di Cidiesse. Per ogni due nuove postazioni abbiamo bisogno di un operatore in più che li assista e li segua, non solo da un punto di vista tecnico. Detto in altri termini il progetto si basa sul raddoppio di fatturato di Cidiesse" afferma Antonio Baldissarri. E per un'azienda che lavora per il mercato - quadri elettrici per l'industria e materiale elettrico - raddoppiare il fatturato in tempo di crisi e recessione equivale a vincere l'Enalotto.

 

L'anno scorso Cidiesse ha chiuso comunque il bilancio con un fatturato da industrie clienti private poco inferiore ai 600mila euro, 420mila nel 2010 e 300mila l'anno prima. "Forse non riusciremo a raddoppiare entro l'anno prossimo, ma, recessione o meno, stiamo crescendo" continua il presidente. Cidiesse ha rilevato un ramo d'azienda da un cliente attivo nel mercato dei grossisti, è entrata in nuovi settori - i quadri elettrici per ambienti a rischio di esplosione e per pompe - ha assunto un addetto commerciale e attivata una nuova strategia commerciale, nonché ha avviato anche l'attività di installazione dei quadri elettrici prodotti.

 

"Se fossimo rimasti fermi al 2008 oggi semplicemente non ci saremmo più: i nostri clienti storici hanno complessivamente ridotto l'attività del 40%" puntualizza Baldissarri.

 

Dal bullo al bullone ha avuto comunque il sostegno della Fondazione Cariplo per 120mila euro nel triennio 2010-2013, altri 60mila sono arrivati settimana scorsa da Enel Cuore, la Onlus voluta nel 2003 da Enel spa, nell'ambito del bando "Scegli con il cuore 2012 - Di fronte alla violenza giovanile non alziamo le mani". Un importante riconoscimento non solo economico: Enel Cuore ha premiato solo nove progetti su oltre 300! "Un altro contributo è giunto attraverso un bando del Comune di Milano con partner Banca Prossima... Insomma, fiducia e ottimismo trovano basi concrete in Cidiesse" confida il presidente.

 

Fra un mese circa, dunque, i lavori di ristrutturazione delle ex celle di isolamento del Beccaria dovrebbero concludersi - lavori affidati alla cooperativa sociale di tipo B Omnicoop di Milano - per lasciare il campo all'installazione degli impianti che saranno fatti dalla stessa Cidiesse e dalla cooperativa sociale I Care di Rozzano. E poi, al lavoro!

 

"Sì, già da tre anni avviamo però al lavoro giovani a rischio di marginalità e affidatici dai servizi sociali. Cidiesse ha costruito la propria storia - che conta ormai 23 anni - sull'inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti, ma non possiamo restare sordi a esigenze, spesso, drammatiche, del nostro territorio, come l'emarginazione giovanile. E qualche risultato l'abbiamo ottenuto, al di là di fatturato e budget. Quel ragazzo al lavoro sull'ultimo bancone laggiù, è pronto per cercare lavoro fuori dalla cooperativa. E' rom ed è rimasto orfano di padre, di colpo s'è sentito addosso la responsabilità di sua madre e dei suo fratelli, lui che è il maggiore, e ha deciso di darsi da fare. Oggi è pronto a un lavoro non protetto, ma ce n'è voluto per insegnarglielo... Non so cosa avrebbe fatto senza Cidiesse" conclude Antonio Baldissarri.

 

Vai al sito della cooperativa Cidiesse

 

 

 

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