Imu, il consiglio comunale di Milano chiede sconti per teatri e non profit PDF Stampa Scrivi e-mail
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Mercoledì 06 Marzo 2013 14:11

Approvate due mozioni per ridurre l’Imu a teatri e cinema milanesi dall’1,06% allo 0,76% e per sollecitare il governo centrale a rivedere l’imposta per gli enti del terzo settore. Le mozioni di indirizzo sono state approvate nella seduta del consiglio comunale di Milano dello scorso 28 febbraio da consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione.

 

“L’Imu che gli enti non profit quest’anno devono allo Stato è una pugnalata alle spalle di tutto quel settore, dal volontariato alla cooperativa sociale fino alle scuole paritarie, che si pone tra lo Stato e il mercato. Il privato sociale offre una gamma amplissima di servizi che, qualora rischiasse di non poter più erogare, comporterebbe un drastico innalzamento delle rette degli utenti o, addirittura, la chiusura dei battenti, con la necessità da parte dei cittadini di riversarsi tout court sui servizi comunali. Con l’aggravio di costi e spese che ciò comporterebbe per tutta la collettività” ha spiegato Matteo Forte, consigliere del Pdl e firmatario della mozione sul non profit.

 

“La mozione va nella giusta direzione” commenta Rossela Sacco, presidente di Federsolidarietà Milano, Lodi, Monza e Brianza “e oltretutto è stata accolta positivamente anche da componenti della giunta comunale. E’ semplicemente assurdo che la cooperazione sociale dia beni sociali e combatta marginalità ed esclusione sociale a costi irrisori rispetto ai risultati, immediati e nel lungo periodo, e poi le si chieda pure di contribuire così pesantemente alle casse pubbliche. Vabbe’, lo sappiamo bene e non ci stancheremo mai di ripeterlo e di farlo capire concretamente a chiunque e nei fatti continueremo a lavorare al fianco dell’amministrazione comunale di Milano, così come delle altre, affinché ci sia coerenza tra la nostra azione e le politiche pubbliche, fiscali comprese”.

 

E aggiunge Rossella Sacco: “Ogni euro sottratto agli investimenti nell’educazione, nella lotta alla marginalità, a sostegno della famiglia, a favore dell’integrazione e della coesione sociale rischia di diventare un costo decisamente maggiore domani con il più la colpa di non essere stati in grado di rispettare diritti e aspirazioni di chi voce non ha”.

 

La mozione chiede a sindaco e giunta di intervenire sul governo per rivedere i presupposti dell’imposizione in capo agli enti non profit e per mettere a loro disposizione un servizio di consulenza comunale. Il comune di Milano, nel regolamento Imu approvato l’anno scorso, già riserva alle Onlus e alle associazioni un piccolo sconto: al posto dell’aliquota massima dell’1,06% scelta dal Comune come standard applica infatti un’aliquota dello 0,88% per gli immobili accatastati in categoria B utilizzati anche a fini commerciali a patto che gli introiti siano completamente impiegati per i fini istituzionali dell’ente.

 

Il problema, per il non profit, sta soprattutto nel decreto legge dello scorso novembre che ha limitato fortemente esenzioni e riduzioni, suscitando per altro forti perplessità negli esperti ed estese proteste nel mondo dell’associazionismo e della cooperazione sociale.


La mozione che chiede la riduzione dell’aliquota in capo a cinema e teatri, primi firmatari Paola Bocci del Pd e Luca Gibillini di Sel, intende seguire l’esempio di Roma, Bologna, Belluno e Mantova portando l’imposizione al minimo consentito dalla legge nazionale con lo scopo di "tutelare - si legge nel testo della mozione - i luoghi di spettacolo perché possano svolgere al meglio la propria attività e contemporaneamente incentivare investimenti verso un sistema di imprese che possa concorrere allo sviluppo culturale della città". Dello “sconto” la giunta discuterà in sede di approvazione di bilancio.

 

L’Imu a Milano, secondo i dati del governo, è costata 140 milioni per le prime case e 923 milioni per gli altri immobili.

 

Leggi l'approfondimento di Vita del 26 novembre 2012: "Imu, il non profit deve pagare" di Gabriella Meroni

 

Leggi l'intervento del consigliere Matteo Forte su il Sussidiario

 

I dati dell'Imu del ministero

 

 

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