Contratti di solidarietà e Cig per affrontare la crisi PDF Stampa Scrivi e-mail
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Mercoledì 17 Aprile 2013 09:02

“La partecipazione dei soci, la democrazia interna e la solidarietà sono la strategia viva che ha permesso alle cooperative lombarde associate a Confcooperative di aumentare l’occupazione di circa diecimila persone in tempo di crisi, dal 2007, con un più 14%” ha dichiarato Giuseppe Guerini, vicepresidente di Confcooperative Lombardia, in occasione del seminario “Cooperazione, crisi e solidarietà” organizzato da Confcooperative Lombardia e Confcooperative Milano, Lodi, Monza e Brianza lo scorso 11 aprile.

 

 

“La partecipazione dei soci e le relative delibere assembleari sullo stato di crisi – ha sottolineato Alberto Cazzulani, presidente di Confcooperative Milano, Lodi, Monza e Brianza – oppure l’attivazione di misure di solidarietà, condivise in sede sindacale, diverse rispetto all’istituto più largamente da noi conosciuto ed utilizzato della cassa integrazione in deroga, possono essere strumenti efficaci per la gestione delle crisi”.

 

“Conoscere e gestire questi strumenti da parte delle imprese cooperative, diventa quindi sempre più strategico e vitale - ha concluso Guerini – al fine di permettere a molte realtà e territori di superare questo difficile momento”.

 

Alessandro Monzani, responsabile area lavoro di Unicaf, società di consulenza di Confcooperative, ha approfondito la gestione dello stato di crisi ai sensi della L.142/2001 e Alessandro Spreafico, funzionario di Arifl, Agenzia regionale per l’istruzione, la formazione e il lavoro ha fornito un quadro di sintesi della riforma Fornero e degli strumenti a disposizione delle imprese per la difesa del reddito dei lavoratori, con un particolare approfondimento sui contratti di solidarietà.

 

Attualmente ed anche alla luce della riforma Fornero, l’istituto della cassa integrazione in deroga vive una fase di incertezza sia in riferimento all’evoluzione futura dell’istituto che in riferimento alle risorse disponibili per finanziare le domande; la gestione dello stesso stato di crisi ex l. 142/2001 richiede inoltre un approfondimento e una spinta al suo corretto utilizzo per non incorrere in situazioni non corrette sia dal punto di vista societario e legale sia dal punto di vista della partecipazione dei soci e della democrazia interna.

 

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