Milano, basta gare al massimo ribasso! PDF Stampa Scrivi e-mail
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Venerdì 14 Giugno 2013 13:58

Bandi che, se applicati alla lettera, porterebbero a non pagare i lavoratori secondo i contratti collettivi di lavoro. Al minimo, ovviamente. Confcooperative Milano, Lodi, Monza e Brianza e Legacoop Lombardia avanzano dubbi che l’amministrazione comunale di Milano non rispetti i minimi tabellari delle cooperative sociali nella pubblicazione di alcuni bandi effettuati dal settore Educazione. Una situazione che si sta procrastinando da troppo tempo e che, nonostante numerose sollecitazioni avanzate dalle centrali cooperative nel corso dell’ultimo anno, non ha trovato risposta se non “è tutto in regola”.

 


“Il confronto con l’amministrazione comunale prosegue e ci auguriamo possa portare a risultati positivi” commenta Rossella Sacco, presidente di Federsolidarietà Milano, Lodi, Monza e Brianza.

 

“Abbiamo fatto presente all’assessorato all’Educazione che quel bando prevedeva servizi aggiuntivi di coordinamento, progettazione, équipe, formazione, predisposizione di relazioni non coperti da budget e che pertanto il costo complessivo del servizio sarebbe risultato superiore alla base offerta dal bando, base d’offerta redatta tra l’altro prima dell’ultimo scatto contrattuale di cui non si è tenuto conto e che era naturalmente previsto. L’amministrazione ha sempre ribadito che tutto è in regola ma, alla prova dei conti, il risultato è l’impossibilità di rispettare il contratto collettivo di lavoro. E stiamo parlando di assistenza a bambini disabili inseriti nelle scuole materne e dell’infanzia”.

 

Alberto Cazzulani, presidente di Confcooperative Milano, Lodi, Monza e Brianza prende atto delle difficoltà delle amministrazioni locali a garantire servizi visti i tagli a cui sono sottoposte ma, proprio per questo sollecita un cambio di passo totale: un progetto ambizioso capace di aggregare mondo delle cooperative, fondazioni e fondazioni bancarie, istituzioni e quanti sul territorio siano in grado di esprime progettualità e competenze per disegnare il welfare di domani, tante volte auspicato, ma mai concretamente pensato. “Con i tagli non si va lontano. Solo il confronto autentico e sincero sui problemi reali della popolazione può scaturire qualcosa di positivo. Il movimento cooperativo non si tira indietro” afferma.

 

Leggi l'articolo sul Corriere della Sera

 

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