I primi dieci anni de LaFucina, sociale di Federcultura PDF Stampa Scrivi e-mail
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Venerdì 28 Giugno 2013 12:23

A marzo del 2003 cinque giovanissime donne, convinte che le arti performative e la cultura potessero essere strumenti di cambiamento e di benessere per il singolo e la comunità, decisero di mettere insieme competenze, determinazione e carattere creando un’impresa. Forse oggi potremmo persino dire un modello di imprenditoria cooperativa e femminile…ma non vogliamo anticipare troppo le parti di questo racconto!

 

Deciso un nome - LaFucina - tutto attaccato, con l’articolo al femminile e le iniziali maiuscole, deciso un logo - ripreso da un famoso quadro che aveva fatto da sfondo al logo dell’Associazione culturale Piccola Fucina dell’Arte, nata nel 2001 dalle stesse socie fondatrici della cooperativa - deciso l’incipit della prima comunicazione ufficiale per la presentazione del gruppo ma soprattutto deciso il modello imprenditoriale che più rappresentava il volere di tutte (il modello cooperativo) si è dato inizio all’avventura.

 

"In questi 10 anni abbiamo realizzato numerosi progetti, vissuto tante esperienze e incontrato molte persone" racconta Paola Bongio attuale legale rappresentante della cooperativa LaFucina. "Abbiamo collaborato con molteplici territori della Lombardia, in particolare con continuità nelle provincie di Milano e Varese, sviluppando in parallelo progetti anche su scala nazionale e negli ultimi due anni persino in ambito Europeo. Ciò che però era il nostro interesse iniziale e il fulcro dal quale tutto è partito non è mai venuto meno: le persone. Il benessere del singolo e della comunità attraverso progetti di partecipazione e di attivazione diretta, possibili grazie alle arti performative, e non esclusivamente attraverso la creazione di servizi assitenziali e di cura delle necessità primarie, che non fanno parte del nostro campo.  È in quei processi che abbiamo visto ogni partecipante scoprire il proprio talento, scoprire che può metterlo a disposizione dell’altro e della propria comunità, o renderlo un lavoro, o ancor più semplicemente utilizzarlo per socializzare. La scoperta diviene così una potenzialità per il futuro e per l’attivazione di un cambiamento che, in un momento così fragile socialmente come quello di questi ultimi due anni, è non solo scontato ma necessario! In occasione di questi primi (ci auguriamo!) 10 anni di attività vogliamo quindi ringraziare davvero di cuore tutte le persone che sono state con noi in questa avventura e che ci hanno aiutato a crescere come persone e come professionisti. E personalmente mi preme ringraziare in primis le socie di questa cooperativa per la cura, le idee, l’impegno che ogni giorno dedicano al nostro lavoro" spiega la presidente.

 

La compagine sociale è formata da 11 donne, attualmente dai 29 ai 38 anni, di formazioni umanistiche di settori molto diversi tra loro (vi sono laureate in pedagogia e psicologia ma anche letterate, filosofe, esperte in relazioni internazionali, architetti e diplomate all’Accademia delle Belle Arti o in discipline artistiche). Collaborano con loro un’ulteriore decina di persone, educatori, animatori sociali e coordinatori che ogni giorno permettono la riuscita di progetti come: eventi e festival, laboratori di creatività, progetti di protagonismo giovanile, attività di ricerca e formazione.

   

E la formazione ha avuto un peso importante nel percorso di questi 10 anni de LaFucina: intesa come autoformazione costante basata sullo scambio di competenze e di esperienze di un gruppo così eterogeneo, come progetti di formazione vera e propria sempre attraverso le arti e le creatività come strumento di relazione e di attivazione sino ad arrivare alla formazione intesa come educazione, rivolta in particolare alle nuove generazioni, all’interno del tanto discusso sistema scolastico italiano ma anche all’interno di attività del tempo libero.

 

Testimone di queste parole il progetto che vedrà la cooperativa impegnata per i prossimi quattro anni: la gestione dello spazio MAST-Musica Audiovisivi Spazio Teatro a Rho, attuale sede operativa della cooperativa. LaFucina ha vinto il bando di assegnazione indetto del comune di Rho distinguendosi per un progetto quadriennale, ricco di spunti innovativi e di collaborazioni con le realtà del territorio. Il progetto, oltre che una gestione della logistica degli spazi e della quotidianità con proposte animative e culturali, prevede un percorso di educativa territoriale rivolto ai giovani di Rho volto a tutelare il diritto dei giovani ad accedere a risorse e servizi a loro destinati, con particolare attenzione a quei ragazzi e quei giovani che incontrano ostacoli sociali, economici, culturali o presentano disabilità e difficoltà educative, numerose proposte per le famiglie del territorio (in particolare il centro estivo creativo rivolto a tutti i bambini della scuola dell’infanzia del comune, già gestito da LaFucina nel 2012 riscuotendo grande entusiasmo da parte dei piccoli e dei loro genitori) con molteplici appuntamenti di confronto per le realtà associative presenti e in formazione.

 

Per seguire lo sviluppo di questo e dei numerosi progetti che, ci auguriamo, vedranno LaFucina coinvolta per altri numerosissimi anni, è possibile consultare il sito www.lafucina.org, dello spazio MAST www.progettomast.org , la pagina Facebook de LaFucina o meglio ancora passare direttamente al MAST in via San Martino 22 a Rho.

 

Francesca Tenchini

 

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