Città metropolitana di Milano, Conf incontra il vicesindaco PDF Stampa Scrivi e-mail
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Giovedì 02 Luglio 2015 13:30

“Stiamo attraversando una fase molto delicata e importante, su più fronti. Da un lato stiamo trattando con Regione Lombardia per la definizione delle competenze, dall’altro lato è in corso con il governo un confronto assai impegnativo sul tema non meno importante delle risorse”. Eugenio Comincini, vicesindaco della Città metropolitana di Milano – e sindaco di Cernusco sul Naviglio – ha introdotto con queste parole i lavori del consiglio di Confcooperative Milano, Lodi, Monza e Brianza dedicato alla nascente istituzione il cui parto appare ben più travagliato anche delle peggiori aspettative.

 

L’incontro si è tenuto lo scorso venerdì 26 giugno presso la sede di Confcooperative con la partecipazione anche di Filippo Barberis, capogruppo del centrosinistra al consiglio della città metropolitana.

 

 

La rappresentazione che i due amministratori pubblici fanno della situazione della città metropolitana è decisamente a tinte fosche, ma realistica. Tuttavia non manca nelle loro parole la volontà politica e strategica di proseguire nel percorso intrapreso e di raggiungere l’obiettivo.

 

All’affettuoso ricordo di Comincini per Confcooperative che da studente del corso di Economia civile ne ha frequentato i locali come stagista e poi come dipendente del Credito cooperativo della sua città, sono seguite parole amare. Per il trattamento che subisce la neonata istituzione sia dal governo centrale, sia dal governo regionale e per il timore che non venga colta un’opportunità di crescita e di sviluppo forse irripetibili. “La costituzione della città metropolitana di Milano non deve essere vista come un problema, al contrario: va vista come la risposta o come una delle prime risposte al problema della crisi per l’intero Paese e non solo a livello locale. Dietro a tutti i grandi Paesi europei ci sono grandi e importanti città e aree metropolitane che trascinano con la loro capacità attrattiva e di motore di sviluppo l’intero paese. Dovrebbe essere così anche per l’Italia e con Milano” ha affermato Barberis.

 

E invece?

 

“Di fatto la città metropolitana potrebbe essere considerata in default e non da oggi, ma già dallo scorso esercizio. Non è il solito refrain che fanno tutti i sindaci italiani sul taglio al trasferimento delle risorse statali, no, qui è peggio: il taglio dei trasferimenti ovviamente c’è, ma c’è pure un prelievo forzoso da parte del governo centrale delle risorse proprie della città metropolitana e che prima spettavano alla provincia, come il bollo dell’auto. Abbiamo un buco di 95,9 milioni di euro…” ammette il vicesindaco. Inoltre, sul fronte della definizione delle competenze da definire con Regione Lombardia, una prima stesura del progetto di legge regionale è stata accolta dalla giunta della città metropolitana con “profonda insoddisfazione”. In sostanza, spiega il vicesindaco Comincini, su tutte le materie indicate per altro dalla legge Del Rio sulle città metropolitane come di competenza dei nuovi enti locali, la regione le trasforma in competenze concorrenti o al più delegate. “Abbiamo convocato il tavolo di confronto metropolitano con le realtà sociali, economiche, produttive e sindacali ed è stato unanime il giudizio negativo” precisa Comincini, auspicando che il disegno di legge regionale presentato venga rivisto alla radice e quello letto fosse solo espressione dell’orientamento di un assessore. Al tavolo di confronto metropolitano non manca ovviamente il contributo di Confcooperative attraverso la presenza del vicepresidente Massimo Minelli.

 

Al netto delle non irrilevanti difficoltà sul tappeto resta la volontà di procedere e di dare alla luce una nuova realtà istituzionale adeguatamente strutturata e capace di affrontare la situazione. “Entro l’anno licenzieremo, come previsto dalla legge, il piano strategico triennale e successivamente l’atto d’indirizzo di più ampio respiro per assicurare quella progettualità di medio periodo necessaria ad affrontare e risolvere i problemi sul campo. Lo dobbiamo fare e lo faremo” assicura sicuro il vicesindaco.

 

Ringraziando gli intervenuti il presidente Alberto Cazzulani ha rimarcato la convinta scelta da parte di Confcooperative a favore della nuova città metropolitana, assicurando tutto il sostegno necessario e auspicando che agli occhi dei cittadini la nuova istituzione non sia più vista in maniera distante e distaccata.

 

Nella foto, da sinistra, Eugenio Comincini, Alberto Cazzulani e Filippo Barberis,

 

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