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Giovedì 07 Settembre 2017 11:07

E’ scomparso lo scorso 13 agosto Aldo Sironi, per anni Presidente dell’Unione di Milano di Confcooperative e figura storica della cooperazione milanese e della Brianza.

Con i suoi 89 anni era un personaggio d'altri tempi. Sobrio ed intransigente, arguto e instancabile, sempre presente quando ve ne era bisogno, ha letteralmente dedicato la vita al mondo della cooperazione, testimoniando con l’esempio e con l’attività quotidiana quali erano e sono ancora le potenzialità del sistema cooperativo milanese e lombardo.

“La mia esperienza cooperativa inizia negli anni cinquanta” – raccontava in una recente intervista – “quando, con un gruppo di abitanti di Cinisello, abbiamo costituito la cooperativa Scuola Popolare di Cinisello Balsamo, la prima scuola cooperativa in Italia”.

Siamo nel dopoguerra, nel nord Milano iniziano a nascere le prime fabbriche (la Pirelli, la Breda, la Falck) ma tutti i territori a nord della grande città sono ancora terreni agricoli, tra cui anche Cinisello. Le prospettive dei ragazzi nati da queste parti erano due: coltivare la terra o andare a fare l’operaio in una delle nascenti fabbriche dalle grandi dimensioni.

A Cinisello, l’esperienza della scuola cooperativa attua una vera e propria trasformazione sociale: si istituiscono la scuola media e alcuni corsi di natura superiore (commerciali, lingue, magistrali). Per la prima volta, l’orizzonte degli adolescenti non è solo il campo o la catena di montaggio. “Tutte le famiglie che, per i loro figli, volevano un’alternativa alla fabbrica – racconta ancora Sironi – mandavano i figli nella nostra scuola”. Ecco allora l’emergere di una nuova classe borghese, non più contadina, non solo operaia, ma con occupazioni di più alto livello: impiegati, quadri, insegnanti, commercianti, professionisti. Cinisello muta radicalmente la propria composizione sociale, anche grazie al contributo decisivo della cooperazione.

Sironi è un cooperatore nell’anima e ha a cuore i destini dei suoi concittadini e del proprio territorio. Intuisce i bisogni delle persone e cerca di porvi rimedio. A fine anni ’60 entra nella cooperativa La Nostra Casa, attiva fin dal 1911 sul territorio di Cinisello come cooperativa edilizia e di consumo. E’ al circolo della cooperativa che si ritrova la Cinisello cattolica, è nello spaccio cooperativo che si fanno gli acquisti per la spesa quotidiana, è al bar vicino all’oratorio che ci si dà appuntamento con gli amici dopo una giornata di lavoro. Tutti servizi gestiti dalla cooperativa.

 

Ma negli anni del boom economico, si pone un’esigenza ulteriore: fornire un’abitazione dignitosa ai tanti lavoratori delle fabbriche milanesi che stanno giungendo a Cinisello e in tutto il nord Milano. Ecco allora che, accanto al nucleo storico del vecchio borgo, ricco di case di ringhiera, nascono nuovi quartieri e nuovi insediamenti abitativi. La cooperativa La Nostra Casa è sempre presente, tanto con la costruzione di case quanto con la fornitura di altri servizi per la popolazione residente. La cooperativa arriva così ad amministrare circa 500 appartamenti, 200 box, una ventina di negozi e sei punti vendita. Riesce anche a portare a Cinisello un’agenzia della BCC di Cernusco, denominata Credicoop Lombardo – Cinisello Balsamo, di cui la cooperativa edilizia è socia.

“Quando non siamo più riusciti ad espanderci perché mancavano i terreni – sono sempre le parole di Sironi – abbiamo modernizzato il nostro patrimonio edilizio”. Le abitazioni de La Nostra Casa sono le prime ad essere dotate di ascensore; i vecchi edifici di proprietà della cooperativa nel centro storico di Cinisello, tutte case di ringhiera con il bagno in comune nella corte, vengono completamente ristrutturati, facendone dei mini appartamenti dotati di riscaldamento centralizzato e servizi igienici privati. Anche i vecchi spacci della cooperativa vengono ripensati in moderni punti vendita al passo coi tempi, dove non si fa più la fila al banco ma il cliente può servirsi da solo e poi passare alla cassa, come nei più rinomati supermarket Esselunga che iniziano a nascere a Milano.

Sironi è attivissimo in cooperativa, non solo per la sua qualifica di geometra ma per la passione e l’impegno indefesso che lo contraddistinguono. E’ così che il 28 aprile 1970 viene eletto presidente de La Nostra Casa.

Inizia da lì un vero e proprio ‘cursus honorum’ che lo porta a diventare consigliere comunale per la Democrazia Cristiana per due mandati e a ricoprire diversi e sempre più importanti incarichi nella cooperazione. Viene eletto più volte nel consiglio provinciale dell’Unione di Milano di Confcooperative, di cui diviene presidente negli anni ’80; è componente, sempre riconfermato, dei consigli regionale e nazionale dell’organizzazione. Mantiene però un occhio di riguardo per il suo settore: diventa prima presidente di As-Co, consorzio di cooperative di consumo di Milano e della Brianza, passando poi alla guida di Conitcoop, il consorzio nazionale del settore consumo.

Aldo Sironi ha sempre avuto a cuore il mondo della cooperazione tutto, senza distinzione di linea o di orientamenti politici. Riconosce che La Nostra Casa rappresenta da sempre la cooperazione “bianca” di Cinisello, mentre le più importanti cooperative “rosse” erano le storiche Aurora, Matteotti e La Previdente. Quando queste tre decidono di fondersi nella cooperativa Au.Pre.Ma, è proprio Sironi ad essere invitato all’evento quale esimio esponente della cooperazione cinisellese. Lì viene insignito di una medaglia per la sua storia e il suo impegno di cooperatore. Altro importante riconoscimento lo otterrà nel 1997 quando viene nominato Cavaliere della Repubblica per meriti del lavoro.

Lavoratore instancabile fino all’ultimo, raccontano i suoi collaboratori in cooperativa: “Prima di essere ricoverato in ospedale era ancora negli uffici de La Nostra Casa – ci dicono – perché lui in fondo è ed è sempre stato l’anima della cooperativa”.

Aldo Sironi, classe 1928, è stato un cooperatore in tutto e per tutto. Perfettamente consapevole di quale fosse il ruolo della cooperazione nella società moderna. “Noi siamo i gestori del quasi niente, fuori c’è il mondo delle banche, degli imprenditori, degli investitori – amava dire – tutto quello che ne rimane escluso è il nostro mondo. Certo, anche in noi c’è l’orgoglio di fare bella figura e di diventare più grandi; ma io ricordo sempre l’iscrizione latina che è il motto de La Nostra Casa, ‘dimidium est plus toto’, la metà vale più del tutto. E allora, accontentati di aver messo a disposizione degli altri in cooperativa il tuo, che può essere il tuo tempo, il tuo lavoro o i tuoi risparmi. E sii orgoglioso di questo!”

 

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