Manovra, al Senato gli sgravi alle coop. Marino: sbagliatissimo Stampa
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Venerdì 02 Settembre 2011 11:26

Depositati ieri al Senato gli emendamenti alla manovra di Ferragosto da 45 miliardi di euro per raggiungere il pareggio nel bilancio statale. Scomparso il “contributo di solidarietà” sui redditi sopra i 90mila euro, il governo ha puntato sulla lotta all’evasione e sul taglio degli sgravi fiscali alle cooperative.

Come annunciato sale del 10% la quota degli utili delle cooperative assoggettabili all’Ires che produrrà, a detta del governo, un introito aggiuntivo complessivo di 169,6 milioni di euro nel triennio 2012-2014: in particolare di 46,2 milioni di euro l’anno prossimo e di 61,7 ciascuno dei due anni successivi.


Cifre sbagliate, afferma senza mezzi termini il presidente di Confcooperative Luigi Marino e portavoce di Alleanza delle cooperative italiane. “Al massimo si può parlare di 60 milioni di euro all’anno nel caso venissero cancellati completamente gli sgravi fiscali: il ministero si è basato su uno studio effettuato nel 2008, discutibile già allora, e che soprattutto non tiene conto della crisi. Dati, quindi, da preistoria”: Marino ha inoltre osservato che, ad oggi, delle 83mila cooperative italiane il 72% sono microimprese e che il 75% di esse è sotto la soglia minima di capitali prevista per le Srl, cioè è sotto i 10mila euro di capitale. “Il regime fiscale vigente non è un’agevolazione, ma un sistema che permette a queste imprese di concorrere all’economia del Paese”.

 “Numeri di fantasia” quindi, senza contare che «Nella fase di crisi, infatti le cooperative hanno privilegiato l’occupazione, che hanno continuato a incrementare, sacrificando la redditività dell’impresa. Le cooperative – si legge nella nota dell’Alleanza delle cooperative italiane – continuano ad essere in prima linea, tra l’altro, nell’assicurare i servizi di welfare e alla persona, nonostante gli annosi ritardi di pagamento della pubblica amministrazione. Ritardi che si acuiranno in seguito ai tagli disposti per gli enti locali».

Il Senato inizierà l’esame della manovra così modificata martedì prossimo.